L'importanza della prevenzione e igiene dentale

Come fosse importante la pulizia dei denti lo si desume fin dai tempi antichi, essendo raffigurati alcuni strumenti per l’igiene già nei bassorilievi presenti in alcuni templi egiziani.

In seguito Ippocrate stesso (circa nel 400 a.C.) sottolineò l’importanza di rimuovere i residui di cibo dai denti. Venendo ai giorni nostri, la prevenzione viene ritenuta uno strumento fondamentale sia dal punto educativo che da quello socio-economico.

Va pur detto che ancor oggi, purtroppo, la risposta delle persone non può ritenersi soddisfacente.

Statisticamente, infatti, risulta che solo il 60% dei pazienti si reca dal dentista per effettuare visite di controllo e solo il 30% di questi le effettua ogni 6 mesi; il 90% dichiara di lavarsi i denti tutti i giorni, ma di questi solo il 35% li lava tre volte al giorno.

Sono il dentista e la sua igienista i deputati alla salute dei vostri denti!

Un programma di prevenzione si basa su:

1) Visita periodica: deve essere effettuata ogni sei mesi e il dentista controllerà la situazione dei denti e delle gengive, stabilendo le opportune sedute di igiene dentale e le adeguate terapie.

2) Motivazione: un buon dentista o una buona igienista devono essere in grado di saper comunicare con il paziente, motivandolo in modo esauriente e comprensibile sull’importanza dell’igiene dentaria e insegnando l’uso corretto dei vari mezzi da usare.

Se si riesce ad instaurare un rapporto confidenziale con il paziente, saremo sicuri di ottenere la sua collaborazione.

3) Fase operativa: a seconda della situazione orale riscontrata dal dentista, si può svolgere in una o più sedute. Il compito operativo spetta all’igienista e si può articolare in:

  • ablazione del tartaro sopragengivale: il tartaro calcificato viene eliminato con apparecchiature ad ultrasuoni capaci di staccarlo dai denti o con altri appositi strumenti a forma di falcetto o scalpello;
  • levigatura della radice (scaling): si asporta il tartaro sottogengivale e contemporaneamente si leviga il cemento che riveste la radice;
  • curettage: si asporta il tessuto gengivale infiammato.

Entrambe queste due ultime operazioni vengono effettuate con un unico strumento che si chiama curette .

Ha forma di cucchiaio il cui margine tagliente è formato dalla congiunzione della faccia dello strumento con i lati della lama. I margini si fondono nella punta rotonda della lama.

La forma convessa del dorso della lama permette che lo strumento venga inserito sotto la gengiva senza provocare un trauma. Ne esistono diversi tipi a seconda dei denti su cui devono essere usate e su quale loro lato.

Vengono usate con un movimento di “va e vieni” in una sola direzione. Oltre a queste di tipo classico, oggi si trovano in commercio delle apparecchiature ad ultrasuoni con punte che svolgono lo stesso lavoro e contemporaneamente irrigano la zona sottogengivale con soluzioni medicamentose.

Nei casi in cui vi sia una preesistente grave infiammazione gengivale, il trattamento deve essere effettuato in quattro sedute (una per emiarcata) ed è possibile che dopo vi sia per qualche giorno del sanguinamento e una lieve sintomatologia dolorosa, di cui non ci si deve preoccupare. Sarà il dentista a consigliare eventualmente dei lenitivi.

Occorre fare molta attenzione nei casi di pazienti con patologie a carico delle valvole cardiache o del sistema cardiocircolatorio: é d’obbligo la profilassi antibiotica prima e dopo ogni seduta.

Le curette devono essere sempre affilate con cura e sterilizzate in autoclave. Per terminare é consigliabile passare un polish con una coppetta di gomma per rendere liscio lo smalto.

Sempre in tema di prevenzione, esistono test di analisi della saliva (Cariescreen), apparecchi rivelatori (si basano sul fatto che la lesione cariosa, anche se nascosta, risponde ad un fascio luminoso) ed è allo studio un vaccino anticarie.

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