Le malattie dei denti e delle gengive

Le più frequenti e comuni malattie dei denti sono la carie, le pulpiti, il granuloma, l’ascesso, la cisti, la frattura della corona o della radice, la mobilità.

Carie

La patologia della carie è correlata allo sviluppo economico e tecnologico della società; infatti il miglioramento delle condizioni di vita hanno fatto aumentare la sua diffusione ed ancor oggi rappresenta uno dei problemi sanitari più rilevanti e più costosi (si pensi che circa il 75% della popolazione dei paesi più moderni ne é affetta).

La carie è definita come una particolare patologia locale che si caratterizza in un processo distruttivo che comporta la demineralizzazione, con solubilizzazione dei sali minerali dei tessuti duri (smalto, cemento e dentina) e dissoluzione delle sostanze organiche.

Tale processo è provocato dall’interazione di tre fattori: microorganismi cariogeni, alimentazione, cariorecettività dell’individuo. La nostra alimentazione é troppo ricca di zuccheri che sono i peggior nemici dei denti.

I batteri che vivono in bocca li trasformano in acidi che vanno a depositarsi nella placca batterica; questi acidi aggrediscono lo smalto dei denti con un processo di dissoluzione dello stesso: da quì inizia la carie.

La tipologia della lesione cariosa é varia e si può distinguere in:

  • white spot: lesione iniziale dello smalto; l’aspetto bianco e gessoso è dovuto all’aumentata porosità dello smalto; può essere reversibile con la riduzione dei fattori cariogeni e applicazioni di fluoro per favorire la rimineralizzazione dello smalto
  • carie iniziale del solco occlusale: lesione superficiale della dentina e senza sintomatologia
  • carie avanzata: il processo carioso ha invaso quasi tutta la dentina; le pareti del dente possono essere sottominate e fragili con frattura da carico masticatorio; se viene interessata la polpa si instaura una iperemia pulpare con sintomatologia dolorosa da stimoli termici, da assunzione di zucchero e da compressione del cibo durante la masticazione
  • carie penetrante: lesione estesa alla polpa.

Pulpite

Se l’iperemia (eccesso di sangue) pulpare, che può essere a prognosi favorevole se curata opportunamente, non viene trattata tempestivamente può evolvere in una pulpite acuta semplice, purulenta o gangrenosa.

La pulpite acuta è dovuta ai germi della carie o per fratture coronali con esposizione della polpa. Il paziente si lamenta di un dolore dentale intermittente, che aumenta con il freddo e con le sostanze acide o i dolci. La prognosi è sfavorevole e si dovrà ricorrere al trattamento canalare.

La pulpite acuta purulenta si verifica quando subentra una infezione della polpa.

Il dolore è fortissimo, continuo, diffuso anche all’orecchio e alla testa e si esacerba durante la notte. A questo proposito vi sarete accorti che il dentista vi domanda se accusate tale fenomeno e ve ne sarete chiesti il perchè: stando sdraiati, il sangue defluisce verso la testa, causando un aumento di volume della polpa che è racchiusa nella camera pulpare, la rigidità delle cui pareti determina una compressione dei filamenti nervosi presenti nella polpa stessa. Si dovrà ricorrere al trattamento canalare.

Quando la polpa va in necrosi si parla di pulpite gangrenosa, con sintomatologia meno intensa ma che aumenta con gli stimoli termici.

I germi responsabili, passando oltre l’apice della radice, possono portare alla formazione di un granuloma o di un ascesso. In tale situazione la terapia canalare viene effettuata in più sedute.

Tutte queste patologie colpiscono sia i denti definitivi che quelli decidui.

Granuloma

E’ una massa, localizzata all’apice della radice, formata da tessuto di granulazione e circondata da una capsula fibrosa. Il granuloma apicale trae la sua origine da una pulpite gangrenosa non trattata precocemente.

I germi della necrosi pulpare passano dall’ apice della radice al tessuto parodontale che lo circonda, dove trovano un ambiente vitale.

Spesso tale lesione é completamente asintomatica ed è possibile rilevarla solo radiograficamente come una immagine radiotrasparente.

Alcune volte il paziente può accusare un lieve dolore alla pressione con il dito o percepisce una strana sensazione durante alcuni movimenti (ad esempio scendendo le scale o facendo dei salti).

Ascesso

E’ una raccolta circoscritta di pus in una cavità formatasi per distruzione di tessuti, delimitata da una membrana.

Spesso è dovuto all’evolversi di un granuloma per una diminuzione delle capacità difensive dell’organismo associata ad un aumento della carica batterica.

Possiamo avere:

  • un ascesso dentario o periapicale (appunto di origine granulomatosa)
  • un ascesso parodontale localizzato nella gengiva, nella tasca ossea o nel legamento parodontale, dovuto a trauma occlusivo, a riassorbimento osseo da tartaro, o da manovre errate durante una terapia canalare.

In caso di ascesso la gengiva si presenta edematosa, arrossata e dolente alla pressione; il dente può presentare mobilità e si accusano dolori alla pressione masticatoria. Quasi sempre è associato gonfiore della guancia.

Alcune volte si può apprezzare a livello gengivale la presenza di una fistola che altro non è che lo sbocco all’esterno del processo infettivo, da cui fuoriesce il materiale purulento.

Cisti

E’ un sacco membranoso contenente liquido, sostanza molle e gas. Esistono cisti di diversa natura:

  • cisti dentarie: interessano un dente o i tessuti di sostegno;
  • cisti follicolari: contengono un dente o una parte di dente incluso di provenienza dall’organo dello smalto;
  • cisti radicolari: compaiono a livello della radice e sono originate da processi granulomatosi;
  • cisti da ritenzione: da ostruzione di una ghiandola salivare (ranula);
  • cisti sebacee: conseguenti ad ostruzione di una ghiandola sebacea;
  • cisti traumatiche: conseguenti ad un trauma o ferita. Quelle più frequenti, le follicolari e le radicolari, hanno un decorso silente ed indolore e sono individuabili attraverso un esame radiografico che evidenzia nettamente la membrana esterna che le delimita.

Fratture dei denti

Le cause di frattura sono la carie destruente che rende sottili le pareti dei denti o i traumi esterni. Possono colpire una parte o la totalità della corona dentaria, interessando solo lo smalto o con esposizione della polpa dentaria.

La linea di frattura può verificarsi in senso orizzontale o in senso longitudinale, questa spesso coinvolgendo l’inizio della radice.

Fratture della radice

Possono verificarsi per traumi esterni, per perforazioni da errate manovre durante le terapie canalari o da perni monconi non congrui e possono interessare il terzo coronale, medio o apicale

Mobilità

Le cause che possono portare alla mobilità del dente sono essenzialmente la perdita ossea da trauma occlusale, l’accumulo di tartaro che porta al riassorbimento dell’osso alveolare, il trauma esterno.

La mobilità può verificarsi in senso orizzontale (antero-posteriore o vestibolo-linguale) o in senso verticale (con affossamento del dente nel suo alveolo) a prognosi sfavorevole.

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